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KICK OFF MEETING DEI PROGETTI ITI - L’EUROPA CHE VOGLIAMO

 

KICK OFF MEETING DEI PROGETTI ITI
L’EUROPA CHE VOGLIAMO

 

Il Libro Bianco sul Futuro dell’Europa: quali impatti avranno i futuri scenari sulle politiche transfrontaliere?

martedì 28 novembre 2017 alle ore 10.30 sul Piazzale della Transalpina tra Gorizia e Nova Gorica

Il Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor sarà il relatore principale.

L’evento sarà articolato in due momenti: uno di riflessione sugli impatti che i futuri scenari delineati nel Libro Bianco sul Futuro dell’Europa potranno avere sulle politiche transfrontaliere ed uno di presentazione dei progetti “Parco transfrontaliero Isonzo-Soča” e “Salute-Zdravstvo - Costruzione di un network di servizi sanitari transfrontalieri” finanziati dal Programma Interreg V-A Italia-Slovenia 2014 - 2020.

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Il Libro Bianco sul Futuro dell'Europa: quali impatti avranno i futuri scenari sulle politiche transfrontaliere?

Il libro bianco sul futuro dell'Europa propone cinque scenari di sviluppo per orientare il dibattitto sulle future scelte che dovrà affrontare l'Europa, offrendo una serie di spaccati del potenziale stato dell'Unione da qui al 2025 in base alle decisioni che verranno intraprese. I cinque scenari si possono così riassumere:

  1. Avanti così (l'UE si concentra sull'attuazione del programma positivo di riforme)
  2. Solo il mercato unico (L'UE si rifocalizza progressivamente sul mercato unico)
  3. Chi vuole di più fa di più (L'UE consente agli stati membri che lo vogliano di fare di più insieme in settori specifici)
  4. Fare meno in modo più efficiente (L'UE si concentra sul produrre risultati maggiori in tempi più rapidi in alcuni settori, intervenendo meno in altri)
  5. Fare molti di più insieme (L'Unione europea decide di fare molto di più insieme in tutte le aree politiche)

Qualsiasi sarà lo scenario che verrà attuato a seguito del dibattito sul futuro dell'Europa, nel 2019 potranno avvenire profondi cambiamenti che influenzeranno la vita dei cittadini. Il Documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE approfondisce i cinque scenari del Libro Bianco, proponendo alcuni spunti di riflessione importanti sul valore aggiunto delle finanze europee, valore aggiunto che si esplica se l'azione a livello europeo consente di ottenere risultati che gli sforzi nazionali non potrebbero offrire. E' il caso, ad esempio, dei programmi transfrontalieri che hanno apportato vantaggi concreti alle zone di confine, contribuendo a rimuovere le fonti di conflitto ed a creare nuove opportunità economiche.

Ridurre le divergenze economiche e sociali fra gli Stati membri e al loro interno è essenziale per un'Unione che intenda realizzare un'economia sociale di mercato competitiva. Qualsiasi sarà lo scenario che si aprirà ai cittadini a seguito delle decisioni che verranno prese nel 2019, la cooperazione transfrontaliera deve rimanere uno dei capisaldi delle politiche di coesione per rafforzare il valore aggiunto di essere europei nelle aree che maggiormente subiscono le fluttuazioni storiche dei cambiamenti.

Il valore aggiunto economico che l'Unione Europea può apportare nelle aree di confine è ben visibile nel territorio dei tre comuni di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba. Grazie allo strumento del GECT ed alla costruzione di un programma di sviluppo strategico, in fase di attuazione attraverso lo strumento degli investimenti territoriali integrati (ITI) co-finanziato dal Programma di Cooperazione transfrontaliero Italia-Slovenia, sono stati fatti enormi passi avanti per una programmazione congiunta che miri ad offrire alla cittadinanza infrastrutturazioni e servizi congiunti.

Tuttavia, nella nostra opinione, la cooperazione deve andare oltre a quanto fino qui costruito, per esprimere al meglio, proprio nelle zone confinarie, il valore aggiunto europeo e creare i presupposti per costruire un'Unione Europea che non limiti la competitività dei territori a confine. L'art. 174 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea promuove infatti l'obiettivo di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale, sottolineando i gravi e permanenti svantaggi proprio a carico delle regioni di confine. Tuttavia, ad oggi tali ostacoli permangono e si frappongono allo sviluppo della cooperazione cross-border, come evidenziato nel Parere del Comitato delle Regioni sul rafforzamento della cooperazione transfrontaliera (2015/C 423/02).

Il convegno organizzato dal GECT GO nell'ambito delle iniziative di lancio dell'ITI, vuol rappresentare un contributo al dibattito in corso per apportare spunti di riflessione sul futuro della cooperazione transfrontaliera e sul rilancio di una competitività a cavallo di confine che può diventare il vero valore aggiunto dell'Unione Europea che vogliamo!

 

 

 

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