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Storia del territorio e del GECT

Uno sguardo al passato

Il Goriziano comprende l'area che abbraccia il fiume Isonzo e i suoi confluenti Vipacco, Iudrio e Idrijca, nonchè il Collio e il Carso e acquisì l’unità politico-amministrativa grazie ai patriarchi di Aquileia e ai Conti di Gorizia. A partire dall’XI secolo fu soggetto a molteplici cambiamenti geopolitici e solo in seguito all'estinzione della dinastia dei Conti di Gorizia acquisì la struttura territoriale che rimase invariata sino al 1918.

All'inizio del XV secolo le terre dei patriarchi di Aquileia passarono sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Mossi dall'intenzione di rivendicare i diritti di successione degli ormai estinti conti di Gorizia, nel 1508 i veneziani iniziarono la guerra contro la casa d’Asburgo. Le lotte cessarono appena nel 1521, quando gli Asburgo ebbero la meglio e diventarono gli eredi dei Conti di Gorizia.

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Nel 1809 gran parte del territorio goriziano fu annesso alle Province illiriche, mentre una parte minore fece parte dell'Impero Napoleonico già dal 1807. In seguito alla caduta di Napoleone i confini vennero ridefiniti e rimasero invariati fino alla fine della Prima guerra mondiale.

Sebbene a metà del XVIII secolo iniziarono a insediarsi anche nel Goriziano i primi stabilimenti industriali il territorio mantenne a lungo la sua prevalente vocazione agricola. Cento anni dopo, grazie al nuovo collegamento ferroviario e alla strategica posizione confinaria, si assistette a una fioritura del commercio interrotta però successivamente dalla Prima guerra mondiale e dal Fronte dell’Isonzo (maggio 1915).

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A novembre del 1918 l'intera area fu occupata dall'Italia e in seguito al Trattato di Rapallo (1920) divenne parte del territorio italiano. Nel 1923 la Provincia di Gorizia fu soppressa e i suoi territori vennero annessi alle Province di Udine e Trieste. Nel 1927 i confini vennero ridefiniti e fu ricostituita la Provincia di Gorizia.

Dopo la Seconda guerra mondiale il territorio goriziano fu conquistato dall'esercito partigiano. In seguito agli Accordi di Belgrado e Duino (1945) l'area fu divisa in zona A, amministrata dalle forze armate anglo-americane, e in zona B, amministrata dalla Jugoslavia. Il Goriziano divenne oggetto di una contesa politico-diplomatica. Con la firma del Trattato di pace di Parigi (1947) gran parte del territorio venne annesso alla Jugoslavia, mentre la parte minore, compresa Gorizia, venne annesso all’Italia.  

Il nuovo confine - quasi invalicabile nei primi anni - correva ai bordi della città di Gorizia, separandola dal suo entroterra che era tradizionalmente legato alla città. Sulla parte slovena nel 1948 iniziò così la costruzione di una nuova città – Nova Gorica. Con l'Accordo di Udine (1955), firmato tra Italia e Jugoslavia venne creato negli anni della cortina di ferro un nuovo confine con un regime di liberalità senza precedenti tra due stati appartenenti a due blocchi diversi, che regolava gli scambi transfrontalieri tra i titolari del lasciapassare e il transito agricolo degli agricoltori proprietari di fondi attraversati dalla linea di confine. Il Trattato di Osimo (1975) rese definitive le frontiere terrestri e marittime tra i due stati, mentre gli accordi sulla promozione della collaborazione economica diedero lo slancio e contribuirono al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione confinaria.

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In quel periodo l'area confinaria fu per entrambi gli stati estremamente importante e degna di particolari attenzioni, rappresentando il confine uno strumento di sviluppo reciproco (commercio, trasporti e spedizioni, dogana, polizia ed esercito, …). Nonostante le rilevanti differenze tra i due territori, vi furono persone da ambedue le parti pronte a oltrepassare oltre la barriera del confine, soprattutto in ambito sportivo e culturale. Nei decenni a seguire le due città confinanti, insieme ai paesi circostanti, svilupparono così due agglomerati urbani adiacenti e collegati.

Nel 1990 lo stato Jugoslavo iniziò a disgregarsi e, in seguito alla proclamazione dell'indipendenza della Slovenia, l'armata Jugoslava cercò di stroncare con forza le pretese slovene di avere uno stato indipendente. La guerra durò dieci giorni e fu seguita da negoziati e dalla successiva ritirata dell'esercito jugoslavo dalla Slovenia. Nel corso degli anni a venire, lo stato sloveno adottò standard democratici e ottenne il riconoscimento internazionale, cosicché nel 2004 diventò membro dell’UE e nel 2007, dieci anni esatti dopo l’Italia, entrò a far parte dell’area Schengen.

Queste nuove condizioni offrivano senza dubbio grandi opportunità per la collaborazione comune e per la coesione nell'area confinaria. Nonostante vi fosse la consapevolezza del fatto che la collaborazione transfrontaliera andasse rivista con nuove basi, non si è stati comunque in grado di cogliere tutte le occasioni.

 

Uno sguardo al futuro

Ciononostante, nei comuni limitrofi si sentì il bisogno di collaborare; seguirono iniziative quali l’istituzione di un ufficio unico e il progetto di collaborazione delle tre amministrazioni. L’istituzione del Gruppo europeo di cooperazione territoriale rappresenta un salto di qualità rispetto agli impegni precedenti, fondato sui principi della nuova normativa europea.

La base giuridica per la costituzione del Gruppo è rappresentata dal Regolamento (CE) n. 1082/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 2006 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale, e dal Regolamento della Repubblica di Slovenia relativo all’istituzione di un gruppo europeo di cooperazione territoriale (G.U. n. 31/08 e 9/11) nonché dalla Legge della Repubblica Italia n. 88/2009 del 7 luglio 2009 recante approvazione del Regolamento (CE) n. 1082/06 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale.

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I lavori preparatori alla costituzione del GECT GO ebbero inizio alla fine del 2009, quando il gruppo di lavoro italo-sloveno iniziò ad analizzare la normativa europea e i regolamenti dei rispettivi stati. Seguirono le trattative sulla sede, sugli organi, sui metodi di funzionamento e sulla redazione della documentazione per la costituzione (convenzione e statuto). All'inizio del 2010 le decisioni relative alla costituzione furono approvate dai rispettivi Consigli comunali dei tre Comuni fondatori. Il 19 febbraio 2010 i Sindaci dei tre comuni fondatori firmarono a Gorizia la Convenzione sulla costituzione del GECT. Il governo sloveno approvò la costituzione del GECT nel mese di giugno 2010, il governo italiano a maggio 2011. Il Gruppo fu registrato come persona giuridica il 15 settembre 2011. La prima riunione dell'Assemblea si tenne il 3 febbraio 2012, occasione in cui vennero eletti il presidente, l'On. Franco Frattini, e il vicepresidente, dr. Robert Golob.

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